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Quando la bambola non è solo un giocattolo

Pensavo: se un bambino conservasse la propria bambola di pezza per l’anziano che sarà domani, forse finirebbe per fare un piccolo investimento sul proprio benessere futuro… Sembra un’eresia, ma vorrei spiegarmi meglio, facendomi aiutare da Amelie:amelie bambola joyk

Si chiama “bambola empatica”, è nata in Svezia, dove grazie alla terapeuta Britt-Marie Egedius-Jakobsson è stata perfezionata e diffusa per uno scopo ben preciso: aiutare i malati di Alzheimer e di demenza senile a migliorare la loro qualità di vita e ad alleviare i sintomi della malattia attraverso un approccio meno farmacologico.

Un bambino che accudisce la sua bambola la veste, la nutre, la culla, e nulla lo distoglie dall’idea che si tratti effettivamente del proprio piccolo se non, prima o poi, uno schiocco di dita: per un anziano malato di Alzheimer, l’illusione di avere tra le braccia un bambino da accudire risveglia ricordi positivi, un agire partecipe e stimola le sue residue capacità cognitive, salvo che purtroppo non c’è schiocco di dita che lo riporti ad una dimensione di realtà. Si innesca una sorta di simbiosi e di comunicazione con la bambola/bambino, fatta di atteggiamenti affettuosi e attenti, di richieste, perché “è ora di cambiarlo”, o “bisogna dargli da mangiare”, e questo stimolo delle capacità relazionali dell’anziano assume anche una forte valenza di intervento preventivo sullo sviluppo dei sintomi della malattia. I benefici variano da persona a persona e l’approccio terapeutico deve essere adattato al paziente, ma si arriva a risultati molto importanti, alleviando spesso disturbi del comportamento frequenti quali il wandering e l’aggressività. Si attende anche nel nostro paese una sempre maggiore diffusione delle terapie non farmacologiche nelle case di cura per anziani, conseguente ai notevoli risultati ottenuti e scientificamente documentati.

Quando si parla di terapia della bambola si fa solitamente riferimento prorio alle Joyk, per alcune loro caratteristiche molto peculiari: peso del corpo e distribuzione del peso, postura che predispone all’abbraccio, collo molto mobile, tratti somatici e, nelle ultime versioni, più grandi, tasche interne atte a contenere sacchetti odorosi o piccoli dispositivi che riproducono il battito cardiaco.

Questa stessa bambola, adattata nelle dimensioni, ma integra nelle sue caratteristiche fondamentali, è naturalmente anche un “bellissimo” giocattolo che aiuta i bambini a stimolare, capire ed elaborare le emozioni e l’affettività. Infine, un’esperienza da condividere in particolare con quei bimbi che hanno un fratellino fresco fresco: prendere tra le braccia e cullare Lily o Elias, repliche davvero sorprendenti di neonati, maschio e femmina (non solo per il colore delle rispettive tutine). Il rischio c’è, ed è quello di ritrovarsi, nel tentativo di sostenerne la pesante testolina che tende a “sfuggire” come nei neonati in carne ed ossa, con un grumo di sensazioni che ci toccano profondamente…

2 commenti all'articolo “Quando la bambola non è solo un giocattolo”

  1. Elisa scrive:

    Dove posso acquistarla?????

  2. Mellops scrive:

    Le bambole Joyk sono in vendita da noi: posso inviarle il catalogo in formato elettronico sul quale può scegliere un modello. Se le servono altre informazioni (il catalogo è in lingua inglese) può contattarci direttamente all’indirizzo e-mail info@mellops.it.

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